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Accumulo energetico e fotovoltaico

Accumulo energetico e fotovoltaico

Accumulo energetico e fotovoltaico

Cosa dicono i dati sui sistemi che funzionano meglio

L’integrazione tra fotovoltaico e accumulo migliora l’utilizzo dell’energia prodotta. I dati europei mostrano come lo storage riduca sprechi, congestioni e limiti strutturali delle reti elettriche.

Perché l’accumulo è diventato centrale nel fotovoltaico

Negli ultimi anni la capacità fotovoltaica installata in Europa è cresciuta con continuità. Secondo i dati pubblicati da Energy.europa, nel 2024 l’Unione Europea ha superato i 260 GW di potenza solare cumulata, con un incremento annuale superiore ai 50 GW. Questa crescita ha modificato in modo profondo il profilo di produzione del sistema elettrico, introducendo volumi elevati di energia concentrati in fasce temporali ristrette.

La produzione solare risulta infatti fortemente allineata alle ore centrali della giornata, mentre la domanda elettrica segue dinamiche differenti. In molti contesti, i carichi più rilevanti si concentrano nelle ore serali, quando la produzione fotovoltaica è assente. Questo scarto temporale ha evidenziato un limite strutturale del modello basato esclusivamente sull’espansione della capacità installata, rendendo l’accumulo una componente centrale nelle analisi di settore.

Cosa significa “un sistema che funziona meglio” secondo i dati

Quando si osservano i dati di sistema, l’efficienza del fotovoltaico viene sempre più spesso valutata in base alla capacità di utilizzare l’energia prodotta lungo l’intero arco della giornata. Le analisi di Energy-Storage.News mostrano che i sistemi dotati di accumulo presentano indicatori di performance nettamente diversi rispetto a quelli privi di storage.

In particolare, i dati evidenziano che i sistemi fotovoltaici con accumulo mostrano:

  • una quota di autoconsumo che può superare il 60%, rispetto a valori medi intorno al 30–35% nei sistemi senza storage;
  • una riduzione significativa delle immissioni simultanee in rete nelle ore di maggiore produzione;
  • una maggiore copertura dei carichi nelle fasce serali, quando la produzione solare è assente.

Questi elementi incidono direttamente sulla stabilità dei flussi energetici e sulla capacità delle reti di assorbire la produzione rinnovabile senza interventi di limitazione.

Fotovoltaico senza accumulo e con accumulo: il confronto nei numeri

Il confronto tra sistemi con e senza accumulo mostra differenze rilevanti anche su scala di rete. Nei mercati europei caratterizzati da un’elevata penetrazione del fotovoltaico, una parte consistente dell’energia prodotta viene limitata per motivi legati alla capacità delle infrastrutture elettriche.

Secondo PV Tech, in alcuni Paesi europei il curtailment complessivo di energia solare ed eolica ha superato i 10 TWh annui. Questo valore rappresenta energia già prodotta che non trova spazio nel sistema elettrico. L’integrazione di sistemi di accumulo consente di intercettare una parte di questi surplus, riducendo la necessità di limitare la produzione e migliorando l’utilizzo complessivo dell’energia disponibile.

Accumulo distribuito e accumulo su scala di rete

L’accumulo agisce su più livelli del sistema elettrico. I sistemi installati a valle degli impianti fotovoltaici permettono di trattenere l’energia prodotta localmente, riducendo l’immissione simultanea in rete e aumentando la quota di energia utilizzata sul posto. Questo approccio risulta particolarmente rilevante nelle reti di distribuzione più sollecitate.

I sistemi di accumulo su scala di rete operano invece su un livello differente, consentendo di gestire i flussi energetici su aree più ampie e di attenuare congestioni che coinvolgono più nodi della rete. Secondo Energy-Storage.News, nel 2024 la capacità globale di sistemi BESS ha superato i 70 GW, con una crescita annuale superiore al 40%. In Europa, questa espansione risulta fortemente correlata alla riduzione delle limitazioni alla produzione rinnovabile.

I dati europei più recenti sull’integrazione tra storage e fotovoltaico

Le istituzioni europee riconoscono sempre più il ruolo dell’accumulo come elemento strutturale della transizione energetica. Le analisi pubblicate da Energy.europa indicano che l’integrazione dello storage consente di ridurre le congestioni locali fino al 40% nelle aree ad alta densità fotovoltaica.

Questo risultato emerge soprattutto nei contesti in cui l’accumulo viene considerato parte integrante della progettazione del sistema, piuttosto che come aggiunta successiva. La capacità di distribuire l’utilizzo dell’energia prodotta su un arco temporale più ampio migliora l’equilibrio tra domanda e offerta e riduce la pressione sulle infrastrutture elettriche esistenti.

Il caso italiano e l’impatto sulle prestazioni del sistema

In Italia, la potenza fotovoltaica installata ha superato i 30 GW, con una distribuzione territoriale che presenta forti concentrazioni in alcune regioni. Gli approfondimenti di Rinnovabili.it mostrano come, in diverse aree del Paese, la produzione solare nelle ore di punta superi la capacità di assorbimento delle reti locali.

In questo contesto, i sistemi fotovoltaici dotati di accumulo consentono una gestione più equilibrata dell’energia prodotta. La riduzione delle immissioni simultanee in rete e la possibilità di utilizzare l’energia nelle ore successive migliorano la continuità di utilizzo e contribuiscono a ridurre le situazioni di congestione.

Quando l’accumulo migliora davvero le prestazioni

I dati indicano che l’efficacia dell’accumulo dipende dalla qualità del progetto complessivo. Il dimensionamento del sistema, la lettura dei profili di consumo e l’integrazione con il contesto di rete incidono in modo diretto sui risultati ottenuti. Le analisi pubblicate da Pure Power Engineering Blog mostrano che i progetti sviluppati con una visione di sistema presentano una gestione più stabile dei flussi energetici e una maggiore capacità di valorizzare l’energia prodotta.

Sintesi: dai numeri alle scelte di sistema

I numeri confermano che l’integrazione tra fotovoltaico e accumulo rappresenta uno dei fattori chiave per migliorare l’efficienza del sistema elettrico. La capacità di utilizzare l’energia prodotta lungo l’intero arco della giornata, riducendo sprechi e congestioni, diventa un indicatore centrale della maturità della transizione energetica.

In questo scenario di trasformazione del sistema energetico, la qualità delle scelte progettuali assume un ruolo centrale. In questo percorso, LED Italia affianca professionisti e aziende nello sviluppo di soluzioni fotovoltaiche.

Fonti consultate

PV Tech

Energy-Storage.News

Energy.europa

Rinnovabili.it

Pure Power Engineering Blog

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