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Auto elettriche sempre più diffuse: come preparare casa alla ricarica

Auto elettriche sempre più diffuse

Scopri come preparare casa alla ricarica di un’auto elettrica: potenza del contatore, wallbox, quadro elettrico, gestione dei carichi e fotovoltaico.

Le auto elettriche stanno diventando una presenza sempre più comune anche sulle strade italiane. Secondo Motus-E, a luglio 2026 il parco circolante BEV in Italia aveva raggiunto circa 441.000 vetture, mentre le immatricolazioni elettriche dei primi sette mesi dell’anno erano salite a oltre 86.000 unità, in crescita di circa il 70% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Per chi sta valutando l’acquisto di un veicolo elettrico, una delle domande principali riguarda quindi la casa: l’impianto elettrico è già pronto per ricaricarlo?

Nella maggior parte dei casi non è necessario trasformare completamente l’impianto domestico, ma è importante controllare la potenza disponibile, lo stato del quadro elettrico, la linea che alimenterà la wallbox e la possibilità di gestire automaticamente i consumi.

La ricarica dei veicoli elettrici rientra infatti tra le applicazioni specificamente considerate dalla CEI 64-8, Sezione 722, dedicata proprio all’alimentazione delle infrastrutture di ricarica.

Prima domanda: quanta potenza ha il contatore?

Il primo parametro da verificare è la potenza disponibile della fornitura elettrica.

Una wallbox non utilizza necessariamente tutta la propria potenza nominale in modo continuo. La potenza effettiva può essere configurata e adattata alle caratteristiche dell’impianto e dell’auto.

In un’abitazione con una fornitura relativamente contenuta, il problema nasce quando la ricarica avviene contemporaneamente ad altri carichi importanti, come:

  • forno e piano a induzione;
  • climatizzatori;
  • pompa di calore;
  • asciugatrice o lavatrice.

Se la somma delle potenze supera quella disponibile, il contatore può intervenire interrompendo temporaneamente la fornitura.

Questo non significa che sia sempre necessario aumentare immediatamente la potenza contrattuale. Prima conviene capire quanto assorbe realmente la casa durante le diverse ore della giornata.

LED Italia approfondisce questo principio anche nell’articolo Consumo energetico e risparmio in bolletta, dove il monitoraggio dei carichi viene indicato come punto di partenza per qualsiasi intervento di ottimizzazione energetica.

Presa domestica o wallbox?

Ricaricare un’auto significa trasferire quantità di energia molto superiori rispetto a quelle richieste dalla maggior parte degli elettrodomestici.

Per questo, quando la ricarica diventa abituale, una wallbox dedicata rappresenta una soluzione molto più adatta rispetto all’utilizzo continuativo di una presa domestica generica.

Una wallbox permette infatti di:

  • gestire la corrente di ricarica;
  • comunicare con il veicolo;
  • programmare gli orari;
  • monitorare consumi e sessioni;
  • integrare sistemi di gestione dinamica della potenza.

La DazeBox Home T monofase da 7,4 kW, ad esempio, lavora a 230 V e può regolare la ricarica tra circa 1,5 e 7,4 kW. Integra connettività Wi-Fi, Ethernet e Bluetooth, oltre alla gestione tramite app e RFID.

3,7 kW, 7,4 kW, 11 kW o 22 kW?

La potenza della wallbox deve essere scelta in relazione a impianto, auto e tempo disponibile per la ricarica.

Indicativamente:

3,7 kW può essere sufficiente quando l’auto rimane collegata molte ore durante la notte.

7,4 kW rappresenta una soluzione molto diffusa per impianti monofase con potenza adeguata.

11 kW richiede normalmente una configurazione trifase ed è interessante per veicoli capaci di accettare questa potenza in corrente alternata.

22 kW richiede anch’essa una fornitura trifase adeguata, ma non tutte le auto possono sfruttarla completamente.

Una wallbox da 22 kW non ricarica automaticamente qualsiasi automobile a 22 kW. La potenza finale è determinata dal valore più basso tra wallbox, impianto e caricatore AC integrato nel veicolo.

La DazeBox Home T trifase da 22,2 kW, per esempio, lavora su rete trifase fino a 32 A e consente una potenza massima dichiarata di 22,2 kW.

Monofase o trifase?

Per preparare correttamente la casa bisogna quindi capire anche che tipo di fornitura è presente.

In una normale utenza monofase si può utilizzare una wallbox monofase, dimensionandola in base alla potenza disponibile.

Un impianto trifase permette invece di distribuire carichi più importanti sulle tre fasi ed è generalmente necessario per sfruttare potenze AC da 11 o 22 kW.

Passare al trifase soltanto per ricaricare più velocemente non è sempre conveniente.

Se durante la notte l’auto rimane ferma otto o dieci ore, una potenza inferiore può già essere sufficiente a recuperare l’energia utilizzata durante la giornata.

La scelta dovrebbe quindi partire dai chilometri percorsi quotidianamente, non dalla potenza massima teoricamente disponibile.

Serve una linea dedicata

La wallbox non dovrebbe essere trattata come un normale elettrodomestico aggiunto casualmente a una linea esistente.

La ricarica può mantenere un assorbimento elevato per diverse ore consecutive, quindi il circuito deve essere progettato specificamente per questo utilizzo.

Devono essere verificati almeno:

  • sezione e lunghezza dei cavi;
  • corrente massima prevista;
  • protezioni magnetotermiche e differenziali;
  • impianto di terra;
  • percorso della linea dal quadro alla wallbox;
  • eventuale installazione esterna.

La CEI 64-8, Sezione 722 tratta proprio la progettazione dell’alimentazione dei punti di ricarica, considerando protezione e corretta gestione dei circuiti dedicati.

L’intervento deve essere realizzato da personale qualificato e verificato sulla base delle caratteristiche effettive dell’impianto.

Controllare il quadro elettrico

Prima di installare una wallbox è utile controllare anche il quadro elettrico esistente.

Un impianto datato potrebbe non avere spazio sufficiente per nuove protezioni oppure potrebbe essere stato dimensionato quando i carichi domestici erano molto inferiori.

L’aggiunta contemporanea di pompa di calore, piano a induzione, fotovoltaico e auto elettrica cambia profondamente il profilo di consumo dell’abitazione.

Per una wallbox monofase, LED Italia propone ad esempio il quadro elettrico di protezione Daze DBQM40, dotato di magnetotermico differenziale da 40 A e involucro IP65 per configurazioni compatibili.

Il quadro dedicato non sostituisce però la verifica dell’intero impianto: cavi, potenza disponibile e sistema di terra devono essere coordinati con la stazione di ricarica.

Dynamic Power Management: evitare il blackout senza limitare sempre la ricarica

Uno dei sistemi più utili in casa è il Dynamic Power Management, cioè la gestione dinamica della potenza.

Il principio è semplice.

Il sistema misura in tempo reale quanto sta consumando l’abitazione e assegna alla wallbox soltanto la potenza ancora disponibile.

Se il forno e il climatizzatore vengono accesi contemporaneamente, la ricarica dell’auto viene temporaneamente ridotta.

Quando gli altri consumi diminuiscono, la wallbox può tornare ad aumentare la potenza.

In questo modo non è necessario impostare permanentemente la ricarica su un valore molto basso soltanto per evitare il distacco del contatore.

LED Italia propone il Dynamic Power Manager Daze monofase, progettato per modulare automaticamente la potenza delle wallbox compatibili e prevenire sovraccarichi. È disponibile anche una versione trifase.

Fotovoltaico e auto elettrica: una combinazione interessante

Se l’abitazione dispone di un impianto fotovoltaico, la ricarica dell’auto può diventare uno dei modi più efficaci per aumentare l’autoconsumo.

Normalmente il fotovoltaico produce soprattutto nelle ore centrali della giornata. Se l’auto è collegata in quel momento, una parte della produzione può essere utilizzata direttamente per la ricarica invece di essere immessa nella rete.

Il sistema diventa particolarmente interessante quando la wallbox può adattare la potenza in funzione della produzione solare disponibile.

Lo schema diventa:

pannelli fotovoltaici → inverter → consumi domestici → wallbox

Se la produzione aumenta, la ricarica può utilizzare una quota maggiore dell’energia solare. Se una nuvola riduce la produzione o aumentano i consumi della casa, il sistema può diminuire la potenza destinata all’auto.

Il principio è lo stesso utilizzato su scala maggiore nel case study LED Italia Hotel Green & Digital: ridurre l’impronta di carbonio attraverso fotovoltaico e ricarica EV, dove fotovoltaico, monitoraggio e colonnine lavorano insieme per aumentare l’autoconsumo.

Serve una batteria domestica?

Non necessariamente.

Una batteria domestica e una wallbox svolgono funzioni differenti.

La batteria accumula l’energia fotovoltaica per utilizzarla successivamente all’interno dell’abitazione. L’auto elettrica, quando collegata durante le ore di sole, può invece assorbire direttamente una parte dell’energia prodotta.

Se l’auto rientra a casa soltanto la sera, un sistema di accumulo può aumentare la quota di energia solare disponibile nelle ore successive, ma bisogna valutare attentamente capacità, costi e profilo di consumo.

Non avrebbe senso installare una batteria molto grande soltanto per trasferire tutta l’energia dal tetto all’auto senza prima analizzare i consumi reali.

Ricaricare di notte rimane una soluzione efficace

Chi non dispone di fotovoltaico può comunque sfruttare bene la ricarica domestica programmando l’auto nelle ore in cui gli altri consumi sono ridotti.

La notte, normalmente, forno, piano cottura e molti altri carichi non vengono utilizzati.

La wallbox può quindi lavorare per diverse ore con una potenza relativamente contenuta, evitando la necessità di ricariche molto rapide.

ARERA ha sperimentato proprio questa logica attraverso il programma dedicato alla ricarica nelle fasce notturne e festive, consentendo ai clienti ammessi di avere temporaneamente fino a 6 kW disponibili senza modificare la potenza contrattuale. L’ultima finestra per nuove adesioni si è chiusa il 30 giugno 2026, quindi non deve essere considerata oggi un’agevolazione aperta a nuovi richiedenti.

Il principio resta però valido: spostare la ricarica nelle ore di minore utilizzo della rete e dell’abitazione può semplificare la gestione della potenza.

Quanto tempo serve per ricaricare?

Il tempo dipende dalla quantità di energia che deve essere reintegrata, non soltanto dalla capacità totale della batteria.

Se un’auto ha utilizzato 20 kWh durante la giornata, in condizioni teoriche:

con 3,7 kW servono poco più di 5 ore;

con 7,4 kW meno di 3 ore;

con 11 kW circa 2 ore.

Nella pratica i tempi sono leggermente superiori a causa delle perdite e della gestione della ricarica da parte del veicolo.

Questo mostra perché per molti utenti non sia necessario installare la massima potenza disponibile.

Una vettura parcheggiata dalle 20:00 alle 7:00 dispone di un intervallo molto ampio nel quale recuperare l’energia utilizzata durante il giorno.

Dove installare la wallbox

La posizione deve essere scelta pensando all’utilizzo quotidiano.

Il cavo dovrebbe raggiungere facilmente la presa del veicolo senza attraversare zone di passaggio o rimanere eccessivamente teso.

Per installazioni esterne bisogna inoltre verificare grado IP e resistenza agli urti.

La DazeBox Home T da 7,4 kW presenta, ad esempio, protezione IP55 e IK10 ed è installabile a parete oppure su supporto dedicato.

Se non è disponibile una parete vicina al parcheggio, può essere utilizzato un supporto a terra compatibile.

Anche la distanza dal quadro elettrico conta: tratte molto lunghe possono richiedere cavi di sezione maggiore e aumentare il costo dell’installazione.

In condominio la verifica deve iniziare ancora prima

Per chi vive in condominio, il primo problema non è soltanto la potenza della wallbox.

Bisogna capire da quale contatore verrà alimentata, dove passeranno i cavi e se il posto auto si trova in un’autorimessa comune.

Una linea che parte direttamente dal contatore dell’appartamento presenta una configurazione diversa rispetto a un impianto centralizzato destinato a più veicoli.

Con l’aumento delle auto elettriche, nei garage condominiali diventa inoltre utile pensare in prospettiva: installare dieci wallbox indipendenti senza un sistema comune di gestione della potenza può creare più difficoltà rispetto a una progettazione coordinata.

Gli errori da evitare

Preparare casa alla mobilità elettrica significa soprattutto evitare di dimensionare l’impianto basandosi esclusivamente sulla potenza massima della wallbox.

Tra gli errori più frequenti rientrano scegliere 22 kW senza verificare se l’auto può utilizzarli, collegare la ricarica a una linea non dimensionata per un carico prolungato e aumentare la potenza del contatore senza prima valutare un sistema di gestione dinamica.

Anche ignorare un futuro impianto fotovoltaico può essere poco conveniente.

Se l’abitazione verrà dotata di pannelli nei prossimi anni, può avere senso scegliere fin dall’inizio una wallbox capace di integrarsi con sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia.

Come preparare davvero la casa all’auto elettrica

Il percorso corretto può essere riassunto in alcune verifiche fondamentali.

Prima bisogna conoscere potenza contrattuale e consumi reali.

Poi occorre verificare il quadro elettrico e progettare una linea dedicata alla ricarica.

La potenza della wallbox va scelta in funzione dell’auto, del tipo di fornitura e delle ore disponibili per la ricarica.

Un sistema di Dynamic Power Management può evitare sovraccarichi e sfruttare in modo più efficiente la potenza disponibile.

Se è presente il fotovoltaico, la wallbox può infine diventare una parte del sistema energetico domestico, utilizzando direttamente una quota dell’energia prodotta sul tetto.

Attraverso la pagina dedicata alle Stazioni di Ricarica per Auto Elettriche e il sito ufficiale LED Italia è possibile confrontare wallbox monofase e trifase, accessori per la gestione dinamica dei carichi e sistemi di protezione.

Preparare casa alla ricarica non significa necessariamente installare il caricatore più potente possibile. Significa creare un sistema in cui auto, impianto elettrico, consumi domestici e produzione fotovoltaica possano lavorare insieme senza sovraccarichi e senza energia sprecata.

Fonti consultate

LED Italia – sito ufficiale

LED Italia – Stazioni di Ricarica per Auto Elettriche

LED Italia – DazeBox Home T monofase 7,4 kW

LED Italia – DazeBox Home T trifase 22,2 kW

LED Italia – Dynamic Power Manager monofase

LED Italia – Quadro elettrico per wallbox monofase

LED Italia – Hotel Green & Digital

LED Italia – Consumo energetico e risparmio in bolletta

CEI – Norma CEI 64-8, Sezione 722 per la ricarica dei veicoli elettrici

ARERA – Mobilità elettrica

Motus-E – Mercato auto elettriche, luglio 2026

UNRAE – Mercato auto Italia, luglio 2026

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