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Autoconsumo fotovoltaico: come aumentare l’energia usata direttamente in casa

Autoconsumo fotovoltaico

Scopri come aumentare l’autoconsumo fotovoltaico spostando i consumi nelle ore solari, usando accumulo, inverter, meter e gestione intelligente.

Installare un impianto fotovoltaico permette di produrre energia elettrica direttamente sul tetto di casa, ma produrre molta energia non significa necessariamente utilizzarla tutta.

Una parte può essere consumata immediatamente dall’abitazione, mentre quella non utilizzata viene immessa nella rete oppure, quando è presente un sistema di accumulo, destinata alla batteria.

Il GSE definisce l’autoconsumo come l’energia elettrica utilizzata direttamente nel luogo in cui viene prodotta, quindi non immessa nella rete di trasmissione o distribuzione. (GSE)

Aumentare l’autoconsumo significa quindi far coincidere il più possibile produzione fotovoltaica e consumi domestici. Per riuscirci non è sempre necessario installare più pannelli: spesso è più efficace modificare gli orari di utilizzo degli elettrodomestici, monitorare i flussi energetici e valutare correttamente un sistema di accumulo.

Cos’è realmente l’autoconsumo fotovoltaico

Immaginiamo un impianto che produca 20 kWh durante una giornata.

Se la casa utilizza direttamente 8 kWh mentre i pannelli stanno producendo, questi 8 kWh rappresentano energia autoconsumata.

I restanti 12 kWh possono essere immessi nella rete oppure utilizzati per caricare una batteria.

La quota di autoconsumo può essere espressa con questa relazione:

energia autoconsumata ÷ energia fotovoltaica prodotta × 100

Se vengono utilizzati direttamente 8 kWh su 20 kWh prodotti:

8 ÷ 20 × 100 = 40% di autoconsumo

Questo valore non deve essere confuso con il grado di indipendenza energetica.

Una casa può autoconsumare quasi tutta l’energia prodotta da un piccolo impianto e continuare comunque a prelevare molta elettricità dalla rete durante la sera e la notte.

La differenza tra produzione, autoconsumo e prelievo è approfondita anche nell’articolo LED Italia Consumo energetico e risparmio in bolletta, dove viene spiegato perché dimensionare il fotovoltaico esclusivamente sui consumi annuali non garantisce automaticamente un elevato utilizzo diretto dell’energia. (V-TAC Italia)

Il problema principale: produzione e consumi avvengono in orari diversi

Un impianto fotovoltaico produce soprattutto durante le ore centrali della giornata.

Molte abitazioni presentano invece un profilo opposto: i consumi aumentano al mattino prima di uscire e soprattutto nel tardo pomeriggio o la sera, quando le persone rientrano a casa.

Durante il giorno possono quindi verificarsi eccedenze di produzione, mentre dopo il tramonto l’abitazione torna a prelevare energia dalla rete.

Il primo modo per aumentare l’autoconsumo consiste proprio nel spostare una parte dei consumi nelle ore di produzione solare.

Non significa utilizzare più energia, ma utilizzarla in un momento differente.

Programmare gli elettrodomestici nelle ore solari

Lavatrice, lavastoviglie e asciugatrice sono tra i carichi più semplici da spostare nel corso della giornata.

Se dispongono di programmazione oraria o controllo smart, possono essere avviati nelle ore nelle quali l’impianto sta producendo.

Invece di utilizzare contemporaneamente più apparecchi alle sette di sera, è possibile distribuirne alcuni tra tarda mattinata e primo pomeriggio.

La strategia funziona meglio quando si conosce l’andamento reale della produzione.

Una giornata estiva senza nuvole può permettere di gestire più carichi contemporaneamente, mentre in inverno o in presenza di forte nuvolosità la potenza disponibile può essere molto inferiore.

L’obiettivo non è quindi accendere tutto quando c’è il sole, ma far seguire i consumi alla curva di produzione dell’impianto.

Evitare di concentrare troppi carichi contemporaneamente

Aumentare l’autoconsumo non significa necessariamente far partire nello stesso momento lavatrice, forno, lavastoviglie e climatizzatore.

Se l’impianto sta producendo 3 kW ma la casa richiede improvvisamente 6 kW, i 3 kW mancanti dovranno comunque essere prelevati dalla rete.

È spesso più efficace distribuire i carichi:

lavastoviglie → lavatrice → asciugatrice

invece di utilizzarli tutti contemporaneamente.

Un sistema di monitoraggio permette di capire quanta potenza fotovoltaica è disponibile in quel momento e di organizzare meglio i consumi.

Usare la pompa di calore durante la produzione fotovoltaica

In una casa elettrificata, la pompa di calore può rappresentare uno dei consumi più importanti.

Quando possibile, parte del suo funzionamento può essere concentrato nelle ore in cui il fotovoltaico produce.

In inverno, ad esempio, può essere utile sfruttare le ore centrali della giornata per portare l’edificio alla temperatura desiderata, compatibilmente con le caratteristiche dell’impianto e con il comfort.

Lo stesso principio può essere applicato alla produzione di acqua calda sanitaria se il sistema permette una programmazione intelligente.

L’edificio e l’accumulo termico dell’acqua possono quindi diventare, entro determinati limiti, una forma indiretta di spostamento dei consumi nel tempo.

La gestione deve comunque rispettare le impostazioni e le condizioni previste dal produttore dell’impianto termico.

Ricaricare l’auto elettrica quando il fotovoltaico produce

La presenza di un’auto elettrica può aumentare notevolmente il consumo domestico, ma può anche offrire un’importante opportunità di autoconsumo.

Se il veicolo rimane a casa durante il giorno, la ricarica può essere programmata nelle ore di maggiore produzione fotovoltaica.

Una wallbox dotata di gestione dinamica può inoltre modulare la potenza in funzione dell’energia disponibile e degli altri carichi presenti nell’abitazione.

In questo modo una parte dell’energia che sarebbe stata immessa nella rete viene utilizzata direttamente per la mobilità.

Il risultato dipende però dalle abitudini reali: se il veicolo rientra sempre dopo il tramonto, il contributo diretto del fotovoltaico alla ricarica sarà molto più limitato senza un sistema di accumulo.

Il ruolo fondamentale del meter

Per aumentare l’autoconsumo bisogna prima conoscere come si muove l’energia nell’abitazione.

Un meter collegato all’inverter può rilevare i flussi nel punto di scambio e permettere al sistema di distinguere tra:

  • produzione fotovoltaica;
  • consumo istantaneo della casa;
  • energia prelevata dalla rete;
  • energia immessa nella rete;
  • eventuale carica e scarica della batteria.

Senza una misurazione corretta, l’inverter può conoscere la produzione dei pannelli ma non necessariamente sapere con precisione quanta energia l’edificio sta utilizzando.

Questo tema è approfondito nell’articolo LED Italia Meter e normative: conformità e sicurezza, che spiega il ruolo del misuratore nella gestione di produzione, rete e accumulo. 

Il monitoraggio è particolarmente utile perché permette di individuare le fasce orarie nelle quali si verificano le maggiori immissioni in rete.

Sono proprio quelle ore a offrire il maggiore potenziale per aumentare l’autoconsumo.

Quando può servire una batteria

Cambiare gli orari dei consumi permette di aumentare l’utilizzo diretto dell’energia, ma non sempre è possibile spostare tutti i carichi durante il giorno.

In questo caso entra in gioco il sistema di accumulo.

La batteria conserva una parte dell’energia fotovoltaica che non viene utilizzata immediatamente e la rende disponibile più tardi.

Il funzionamento può essere schematizzato così:

giorno: fotovoltaico → casa → batteria

sera: batteria → casa

La batteria può essere particolarmente utile quando l’abitazione produce molte eccedenze durante il giorno ma mantiene consumi importanti nelle ore serali e notturne. Anche LED Italia approfondisce questo principio nell’articolo Consumo energetico e risparmio in bolletta. (V-TAC Italia)

Non significa però che l’accumulo sia sempre conveniente.

Se la casa utilizza già direttamente gran parte della produzione fotovoltaica, potrebbe esserci poca energia disponibile per caricare la batteria.

Come dimensionare correttamente l’accumulo

Uno degli errori più frequenti consiste nello scegliere la batteria esclusivamente in base alla capacità più elevata disponibile.

Prima bisogna capire quanta energia viene realmente immessa nella rete durante il giorno e quanta ne viene consumata dopo il tramonto.

Se una casa presenta mediamente 5 kWh di eccedenza giornaliera e 5-6 kWh di consumo serale, una batteria molto più grande potrebbe rimanere parzialmente inutilizzata per buona parte dell’anno.

Al contrario, una batteria troppo piccola potrebbe raggiungere rapidamente il pieno stato di carica, lasciando ancora una quantità significativa di energia da immettere nella rete.

Tra i prodotti disponibili su LED Italia rientrano, ad esempio, la batteria V-TAC Rack LV da 9,6 kWh e la batteria V-TAC Ultra Slim da 14,33 kWh.

La capacità deve essere scelta insieme a tensione, corrente di carica e scarica e compatibilità con l’inverter.

L’inverter ibrido coordina produzione, batteria e rete

Quando è presente un accumulo, l’inverter ibrido diventa il centro di gestione dei flussi energetici.

Può dare priorità ai consumi domestici, utilizzare l’energia eccedente per caricare la batteria e successivamente utilizzare l’accumulo per ridurre il prelievo dalla rete.

La configurazione deve però essere corretta.

Modalità di lavoro, posizione del meter, comunicazione con il BMS e limiti di carica e scarica influenzano direttamente il comportamento del sistema.

LED Italia approfondisce questi aspetti nella Guida avviamento Deye: configurazione iniziale di inverter ibrido, batterie e monitoraggio, dove viene spiegato come la modalità selezionata determini la gestione di fotovoltaico, accumulo e rete. Nella categoria Inverter ibridi di LED Italia sono disponibili modelli destinati a configurazioni monofase e trifase con sistemi di accumulo.

Automazione e gestione intelligente dei carichi

Il passo successivo consiste nel rendere il sistema più automatico.

Un sistema di energy management può utilizzare i dati provenienti dal meter per comandare determinati carichi quando è disponibile un’eccedenza fotovoltaica.

Il principio può essere:

produzione superiore ai consumi → attivazione del carico

Quando la produzione diminuisce, il sistema può ridurre o interrompere automaticamente il carico non prioritario.

Questa logica può essere applicata, quando tecnicamente compatibile, alla ricarica EV, alla produzione di acqua calda o ad altri dispositivi programmabili.

L’obiettivo è utilizzare l’elettricità nel momento in cui viene prodotta senza richiedere un intervento continuo dell’utente.

Anche il dimensionamento dell’impianto conta

Installare più pannelli non aumenta automaticamente l’autoconsumo percentuale.

Un impianto molto grande rispetto ai consumi della casa può produrre elevate quantità di energia, ma anche generare molte eccedenze nelle ore centrali.

Per questo bisogna distinguere due obiettivi:

produrre più energia possibile

e

utilizzare direttamente una quota elevata della produzione.

Non sempre coincidono.

Il corretto dimensionamento deve confrontare consumi annuali, distribuzione oraria dei carichi, producibilità del sito e possibilità di utilizzare o accumulare le eccedenze.

Il Portale Autoconsumo Fotovoltaico del GSE mette a disposizione anche per privati e condomìni uno strumento di simulazione dedicato alla valutazione di un impianto fotovoltaico. (Autoconsumo)

Autoconsumo e indipendenza energetica non sono la stessa cosa

È importante distinguere anche quota di autoconsumo e quota di copertura dei consumi.

Supponiamo che una casa consumi 6.000 kWh all’anno e che un piccolo impianto produca 2.000 kWh.

Se vengono utilizzati direttamente tutti i 2.000 kWh, l’autoconsumo della produzione è pari al 100%.

Il fotovoltaico, però, copre soltanto un terzo circa del consumo complessivo della casa.

Al contrario, un impianto più grande potrebbe produrre 6.000 kWh e autoconsumarne 3.500: la percentuale di autoconsumo sarebbe inferiore, ma l’energia acquistata dalla rete potrebbe comunque essere molto più bassa.

Per valutare realmente un impianto servono quindi entrambi gli indicatori.

Gli errori che riducono l’autoconsumo

Alcuni comportamenti limitano il vantaggio del fotovoltaico anche quando l’impianto produce correttamente.

Tra i più frequenti ci sono utilizzare tutti i grandi elettrodomestici dopo il tramonto, installare un accumulo senza analizzare le eccedenze e non controllare i dati di produzione e consumo.

Un altro errore è pensare che basti installare una batteria per eliminare completamente il prelievo dalla rete.

Nei mesi invernali o durante più giornate consecutive con produzione ridotta, l’energia disponibile può non essere sufficiente a coprire tutti i consumi.

Anche la potenza dell’accumulo ha un limite: una batteria da molti kWh non può necessariamente alimentare qualsiasi combinazione di carichi contemporaneamente.

Come aumentare davvero l’autoconsumo

La strategia più efficace parte dai dati.

Prima si osservano produzione, prelievo e immissione per capire quando l’energia viene sprecata dal punto di vista dell’autoconsumo.

Poi si interviene progressivamente:

  • spostando gli elettrodomestici nelle ore solari;
  • programmando pompa di calore e acqua calda quando possibile;
  • gestendo la ricarica EV in funzione del surplus;
  • automatizzando i carichi flessibili;
  • valutando un accumulo dimensionato sulle eccedenze reali.

Solo dopo questa analisi ha senso decidere se aumentare la capacità dell’impianto o della batteria.

Attraverso le categorie dedicate ai moduli fotovoltaici, agli inverter ibridi e ai sistemi di accumulo disponibili sul sito ufficiale LED Italia è possibile costruire configurazioni adatte a differenti profili di consumo.

L’obiettivo non è semplicemente produrre più energia. È fare in modo che una quota sempre maggiore dell’energia prodotta dal proprio tetto venga utilizzata direttamente dalla casa, riducendo il prelievo dalla rete proprio nelle ore in cui il fotovoltaico può contribuire maggiormente.

Fonti consultate

GSE – Portale Autoconsumo Fotovoltaico

GSE – Rapporto Statistico Solare Fotovoltaico

LED Italia – sito ufficiale

LED Italia – Consumo energetico e risparmio in bolletta

LED Italia – Meter e normative: conformità e sicurezza

LED Italia – Guida avviamento Deye: inverter, batterie e monitoraggio

LED Italia – Inverter ibridi

LED Italia – Batteria V-TAC Rack LV 9,6 kWh

LED Italia – Batteria V-TAC Ultra Slim 14,33 kWh

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