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Conviene sostituire tutte le lampadine con LED?

lampadine LED

Scopri quando conviene sostituire le vecchie lampadine con modelli LED, quanto si può risparmiare e quali caratteristiche controllare prima dell’acquisto.

Sostituire le vecchie lampadine con modelli LED è uno degli interventi più semplici per ridurre i consumi elettrici di un’abitazione, un ufficio o un’attività commerciale. La convenienza è particolarmente evidente quando al posto dei LED vengono ancora utilizzate lampadine a incandescenza o alogene, che trasformano una parte considerevole dell’energia assorbita in calore.

La risposta alla domanda, però, non è sempre un sì indistinto. Passare alla tecnologia LED conviene nella maggior parte delle situazioni, ma la sostituzione deve tenere conto delle ore di utilizzo, del tipo di attacco, della luminosità necessaria e della compatibilità con apparecchi già installati.

Cambiare subito una lampadina utilizzata molte ore al giorno può produrre un risparmio evidente. Sostituire una sorgente efficiente e ancora funzionante in un ripostiglio acceso pochi minuti alla settimana offre invece un beneficio economico molto più lento.

La scelta migliore consiste quindi nel dare priorità ai punti luce maggiormente utilizzati, selezionando lampadine che offrano la giusta quantità di luce e una temperatura colore adatta all’ambiente.

Perché le lampadine LED consumano meno

Le lampadine a incandescenza producono luce riscaldando un filamento metallico. Gran parte dell’energia viene quindi dispersa sotto forma di calore.

I LED utilizzano invece un semiconduttore attraversato dalla corrente elettrica. Questo processo consente di trasformare una quota maggiore dell’energia assorbita in luce visibile. Secondo ENERGY STAR, i prodotti LED possono generare luce con un’efficienza fino al 90% superiore rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza. (ENERGY STAR)

La differenza può essere osservata confrontando due sorgenti con una luminosità simile. Una vecchia lampadina a incandescenza da 60 W può essere sostituita, a seconda del modello e del flusso luminoso, con una lampadina LED che assorbe circa 8-11 W.

Ipotizzando un utilizzo di tre ore al giorno, il passaggio da 60 W a 10,5 W permette di risparmiare indicativamente 54 kWh all’anno per singola lampadina. In una casa con diversi punti luce utilizzati regolarmente, il risultato complessivo può diventare significativo.

La convenienza aumenta ulteriormente in negozi, uffici, alberghi e aree comuni, dove le luci possono restare accese per molte ore consecutive.

Bisogna guardare i lumen, non soltanto i watt

Per molto tempo le lampadine sono state scelte in base ai watt. Questo valore indica però la potenza elettrica assorbita, non la quantità di luce prodotta.

Con la tecnologia LED è più corretto confrontare i lumen, che misurano il flusso luminoso. Un numero maggiore di lumen corrisponde a una luce più intensa. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti raccomanda infatti di usare il flusso luminoso, anziché i watt, per confrontare la luminosità di sorgenti diverse. (The Department of Energy's Energy.gov)

Due lampadine LED con lo stesso consumo possono avere rese differenti. Un prodotto da 10 W capace di generare 1.000 lumen risulta più efficiente di un altro modello che, con la stessa potenza, ne produce 800.

Nella categoria dedicata alle lampadine LED di LED Italia sono disponibili modelli con attacchi, potenze e temperature colore differenti.

La lampadina LED E27 A60 da 10,5 W e 3000K, per esempio, è indicata per soggiorni, camere e ambienti commerciali nei quali si desidera una luce calda.

Per cucine, uffici e zone operative è possibile valutare la lampadina LED E27 A60 da 8,5 W e 4000K, caratterizzata da una tonalità più neutra.

Sostituire prima le lampadine più utilizzate

Quando nell’edificio sono ancora presenti numerose lampadine tradizionali, non è sempre necessario sostituirle tutte nello stesso momento.

La priorità dovrebbe essere assegnata ai punti luce che rimangono accesi più a lungo. In una casa si tratta generalmente dell’illuminazione del soggiorno, della cucina e dei corridoi principali. In un’attività commerciale possono essere vetrine, aree di vendita e spazi di lavoro.

La sostituzione è particolarmente conveniente quando riguarda:

  • lampadine a incandescenza o alogene utilizzate quotidianamente;
  • punti luce difficili da raggiungere, dove una maggiore durata riduce gli interventi;
  • ambienti nei quali molte lampadine funzionano contemporaneamente;
  • impianti nei quali si desidera integrare dimmer, sensori o controlli smart.

I LED ben progettati durano molto più a lungo delle lampadine a incandescenza. Non si spengono necessariamente all’improvviso, ma tendono a perdere gradualmente parte del flusso luminoso. La gestione del calore è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla loro vita utile. (ENERGY STAR)

Nei punti luce accesi soltanto occasionalmente, invece, il risparmio annuale sarà più contenuto. La sostituzione può essere effettuata quando la vecchia lampadina smette di funzionare, evitando di eliminare anticipatamente un prodotto ancora utilizzabile.

Quando non conviene sostituire subito una lampadina

Se nell’edificio sono già presenti lampadine LED funzionanti, sostituirle con modelli di generazione più recente difficilmente produce un beneficio sufficiente a giustificare l’acquisto immediato.

Anche una lampada fluorescente compatta ancora efficiente, installata in un ambiente raramente utilizzato, può essere mantenuta fino al termine della sua vita. La convenienza economica della sostituzione dipende infatti dalla differenza di consumo e dalle ore di accensione.

È invece opportuno intervenire quando la vecchia sorgente presenta tempi di accensione lenti, luminosità insufficiente, sfarfallii o una temperatura colore poco adatta all’ambiente.

In alcuni casi non è sufficiente cambiare la lampadina. Plafoniere, faretti da incasso e apparecchi datati possono richiedere modifiche al collegamento elettrico oppure la sostituzione dell’alimentatore. In presenza di tubi fluorescenti, per esempio, bisogna controllare la compatibilità con reattore e starter prima di installare un tubo LED.

Per interventi che modificano l’impianto è quindi consigliabile rivolgersi a un installatore qualificato.

Temperatura colore: la luce giusta per ogni ambiente

Il risparmio energetico non è l’unico criterio da considerare. Una lampadina deve produrre una luce adatta alla funzione dello spazio.

La temperatura colore, espressa in kelvin, descrive la tonalità della luce:

  • tra 2700K e 3000K si ottiene una luce calda, adatta a soggiorni, camere e ambienti dedicati al relax;
  • intorno a 4000K la luce appare neutra ed è indicata per cucine, bagni, uffici e zone operative;
  • tra 6000K e 6500K si ottiene una luce fredda, utilizzata soprattutto in laboratori, magazzini e spazi tecnici.

Una temperatura più alta non significa che la lampadina produca più luce. Una sorgente da 6500K può avere lo stesso flusso luminoso di una da 3000K, pur restituendo una percezione cromatica differente.

Per ambienti ampi o aree che richiedono una luce intensa, la lampadina LED E27 A65 da 17 W e 6500K offre una tonalità fredda destinata soprattutto a zone operative.

Nei lampadari e nelle applique con attacco più piccolo è invece possibile utilizzare soluzioni come la lampadina LED E14 P45 da 4,5 W e 4000K.

Attacco, dimensioni e forma della lampadina

Prima di acquistare una nuova lampadina bisogna controllare il tipo di attacco. I più comuni sono E27 ed E14, ma esistono anche attacchi GU10, G9, GU5.3 e numerose varianti destinate a faretti o apparecchi specifici.

È importante verificare anche le dimensioni fisiche. Una lampadina LED può utilizzare lo stesso attacco del modello precedente, ma avere una base più larga o una forma che non entra correttamente nel diffusore.

La forma influisce inoltre sulla distribuzione della luce. Una lampadina A60 è adatta a molti apparecchi domestici, mentre i modelli a candela vengono generalmente utilizzati nei lampadari decorativi. Faretti e lampade direzionali richiedono invece un angolo di apertura coerente con l’area da illuminare.

Quando il diffusore nasconde completamente la sorgente, l’aspetto della lampadina ha un’importanza ridotta. Nei lampadari aperti, invece, forma, finitura e disposizione dei LED diventano parte del risultato estetico.

Attenzione ai dimmer e agli apparecchi chiusi

Non tutte le lampadine LED sono dimmerabili. Se l’impianto utilizza un regolatore di luminosità, bisogna verificare che sulla confezione o nella scheda tecnica sia indicata la compatibilità con il dimmer.

Anche una lampadina dichiarata dimmerabile potrebbe non funzionare correttamente con regolatori molto vecchi. I possibili problemi comprendono sfarfallii, accensione irregolare e impossibilità di raggiungere livelli di luce molto bassi.

Il Dipartimento dell’Energia statunitense raccomanda di verificare sia la dimmerabilità della lampadina sia la compatibilità con il sistema di regolazione installato. La stessa fonte ricorda che gli apparecchi completamente chiusi possono trattenere il calore e ridurre le prestazioni o la vita utile di alcuni LED. (The Department of Energy's Energy.gov)

Prima di utilizzare una lampadina in una plafoniera sigillata è quindi necessario controllare che il prodotto sia adatto agli apparecchi chiusi.

Il LED produce meno calore rispetto a una lampadina a incandescenza, ma i suoi componenti elettronici devono comunque disperdere correttamente la temperatura generata.

Qualità della luce e indice di resa cromatica

Due lampadine con gli stessi lumen e la stessa temperatura colore possono illuminare gli oggetti in modo diverso.

L’indice di resa cromatica, indicato con la sigla CRI, descrive la capacità della sorgente di restituire i colori in maniera fedele. Un valore più elevato è particolarmente importante in negozi di abbigliamento, cucine, studi professionali e ambienti nei quali materiali e tonalità devono essere riconosciuti correttamente.

Per l’illuminazione generale è opportuno cercare prodotti con un CRI adeguato alla destinazione d’uso. Il Dipartimento dell’Energia considera il CRI uno dei parametri utili per valutare la qualità della luce, insieme alla temperatura colore e al mantenimento del flusso luminoso. (The Department of Energy's Energy.gov)

È utile controllare anche eventuali informazioni relative allo sfarfallio, soprattutto quando la lampadina viene installata in un ambiente di lavoro o in una stanza utilizzata per molte ore.

Lampadine smart: consumare meglio, oltre che meno

La sostituzione può essere l’occasione per introdurre funzioni di illuminazione smart.

Le lampadine e i sistemi connessi permettono di programmare accensioni, spegnimenti e livelli di luminosità. Alcuni modelli consentono anche di modificare la temperatura colore o scegliere tonalità RGB.

Il vantaggio non dipende soltanto dall’efficienza della sorgente. Programmazioni e sensori possono ridurre le ore di funzionamento, evitando che le luci rimangano accese quando gli ambienti non vengono utilizzati. La Commissione europea indica timer, sensori di movimento e controlli automatici tra gli strumenti utili per ridurre i consumi dell’illuminazione. (Energy Efficient Products)

Nella sezione dedicata all’illuminazione smart di LED Italia sono disponibili soluzioni gestibili tramite applicazione e sistemi compatibili con assistenti vocali.

Le funzioni smart risultano particolarmente utili negli spazi esterni, nei corridoi e negli ambienti con orari di utilizzo prevedibili. Bisogna comunque ricordare che i dispositivi connessi possono assorbire una piccola quantità di energia anche in standby.

Come leggere la nuova etichetta energetica

Dal 1° settembre 2021 le sorgenti luminose vendute nell’Unione europea utilizzano una scala energetica compresa tra A e G, senza le precedenti classi A+, A++ e A+++.

La nuova classificazione è stata riscalata per lasciare spazio all’evoluzione dei prodotti. Una lampadina collocata in classe E o F secondo la nuova scala non è quindi necessariamente poco efficiente rispetto a una vecchia lampadina con etichetta A+. Le due classificazioni non possono essere confrontate direttamente. (Energy Efficient Products)

L’etichetta riporta anche il consumo espresso in kWh per 1.000 ore. Questo dato permette di confrontare rapidamente lampadine con luminosità simile.

La classe energetica non dovrebbe comunque essere valutata isolatamente. Flusso luminoso, temperatura colore, CRI, durata dichiarata e compatibilità con l’apparecchio restano elementi decisivi.

Conviene davvero cambiarle tutte?

Sostituire le lampadine a incandescenza e alogene con modelli LED è quasi sempre conveniente, soprattutto nei punti luce accesi ogni giorno.

La sostituzione immediata di tutte le sorgenti presenti nell’edificio non è però sempre necessaria. È più razionale partire dalle lampadine che consumano di più e funzionano più a lungo, intervenendo successivamente sugli ambienti utilizzati meno spesso.

Prima dell’acquisto bisogna controllare:

  • lumen, temperatura colore e indice di resa cromatica;
  • attacco, dimensioni e forma della lampadina;
  • compatibilità con dimmer e apparecchi chiusi;
  • consumo indicato sull’etichetta energetica.

Una sostituzione ben pianificata permette di ridurre il consumo senza compromettere il comfort visivo. Scegliere soltanto in base al prezzo o ai watt può invece portare a una luce troppo debole, eccessivamente fredda oppure poco adatta all’apparecchio.

Attraverso la categoria dedicata alle lampadine LED e il sito ufficiale LED Italia è possibile confrontare modelli destinati ad abitazioni, uffici e attività commerciali, selezionando potenza, attacco e tonalità in base alle reali esigenze di illuminazione.

Fonti consultate

LED Italia – sito ufficiale

LED Italia – Lampadine LED

LED Italia – Lampadina LED E27 A60 da 10,5 W e 3000K

LED Italia – Lampadina LED E27 A60 da 8,5 W e 4000K

LED Italia – Lampadina LED E27 A65 da 17 W e 6500K

LED Italia – Lampadina LED E14 P45 da 4,5 W e 4000K

Commissione europea – Sorgenti luminose ed etichetta energetica

ENERGY STAR – Learn About LED Lighting

U.S. Department of Energy – LED Lighting

U.S. Department of Energy – Purchasing Energy-Efficient Light Bulbs

U.S. Department of Energy – Lumens and the Lighting Facts Label

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