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Fotovoltaico per hotel e strutture ricettive: come gestire consumi continui e stagionali

Fotovoltaico per hotel

Scopri come dimensionare un impianto fotovoltaico per hotel e strutture ricettive, coordinando consumi costanti, picchi stagionali, accumulo e autoconsumo.

Hotel, resort, residence e strutture ricettive presentano un profilo energetico diverso da quello di un’abitazione o di un normale ufficio. Alcuni servizi devono funzionare continuamente, mentre altri aumentano rapidamente nei periodi di maggiore occupazione.

Reception, sistemi informatici, frigoriferi, pompe e illuminazione delle aree comuni generano una domanda relativamente costante. Climatizzazione, produzione di acqua calda, lavanderia e ristorazione dipendono invece dal numero di ospiti, dalla stagione e dai servizi offerti.

In questo contesto, il fotovoltaico per hotel può ridurre gli acquisti di energia dalla rete, soprattutto quando la struttura mantiene consumi rilevanti durante le ore diurne. Il risultato dipende però dal corretto dimensionamento: installare molti pannelli senza analizzare apertura, occupazione e andamento dei carichi può produrre eccedenze difficili da utilizzare.

ENEA evidenzia che il settore alberghiero rappresenta il 4,4% dei consumi elettrici dell’intero terziario italiano e ha pubblicato una guida specifica per facilitare le diagnosi energetiche delle strutture ricettive. (Media ENEA)

Perché i consumi di un hotel sono particolari

Una struttura aperta tutto l’anno conserva un consumo di base anche nei periodi di minore occupazione. Devono restare attivi i sistemi di sicurezza, le connessioni di rete, parte della climatizzazione e numerosi servizi tecnici.

Durante i periodi di maggiore affluenza si aggiungono consumi legati alle camere, alla cucina, alla lavanderia e alla produzione di acqua calda sanitaria. Se sono presenti piscina, centro benessere o sale congressi, il profilo diventa ancora più articolato.

Le strutture stagionali presentano un’altra particolarità: la domanda energetica può essere concentrata proprio nei mesi di maggiore irraggiamento solare. Un hotel sul mare aperto soprattutto in estate può quindi ottenere una buona sovrapposizione tra produzione fotovoltaica, raffrescamento e presenza degli ospiti.

Un albergo montano con apertura invernale avrà invece un fabbisogno elevato quando le giornate sono più corte e la produzione solare è inferiore. In questo caso il fotovoltaico conserva la propria utilità, ma la copertura diretta dei consumi stagionali sarà differente.

Lo studio ENEA del 2025 analizza separatamente strutture annuali e stagionali, mostrando che zona climatica, periodo di apertura e tecnologia utilizzata per climatizzazione e acqua calda modificano sensibilmente la distribuzione tra consumi elettrici e termici. Lo stesso studio sottolinea l’importanza del consumo destinato alla produzione di acqua calda nel settore alberghiero. (pubblicazioni.enea.it)

Il dimensionamento deve partire dall’occupazione

Per progettare l’impianto non basta conoscere il consumo annuale riportato nelle bollette. È necessario capire quando viene utilizzata l’energia.

Due hotel con lo stesso consumo complessivo possono richiedere impianti diversi. Il primo potrebbe utilizzare energia in modo uniforme durante tutto l’anno; il secondo potrebbe concentrare quasi tutto il fabbisogno in quattro mesi.

Prima di definire la potenza fotovoltaica è utile raccogliere:

  • consumi orari o quartorari per almeno dodici mesi;
  • periodi di apertura e tasso di occupazione delle camere;
  • consumi di climatizzazione e acqua calda;
  • funzionamento di cucina, lavanderia, piscina e centro benessere;
  • eventuali ampliamenti o nuovi servizi;
  • superficie disponibile su tetti, pensiline e parcheggi.

Il tasso di occupazione è un dato particolarmente importante. ENEA lo considera una variabile necessaria per interpretare correttamente gli indicatori di prestazione energetica di una struttura alberghiera. (pubblicazioni.enea.it)

Autoconsumo: utilizzare l’energia mentre viene prodotta

Il principale vantaggio economico deriva dall’autoconsumo fotovoltaico. L’energia generata dai pannelli alimenta i carichi presenti nella struttura e riduce il prelievo dalla rete.

Se l’impianto produce 60 kW mentre l’hotel ne sta consumando 90, la produzione solare può coprire i primi 60 kW, mentre i restanti 30 kW vengono acquistati dal fornitore.

Quando la produzione supera la domanda, l’energia eccedente può essere immessa nella rete, limitata dall’inverter oppure accumulata. La soluzione più adatta dipende dalla frequenza e dalla durata delle eccedenze.

Il Portale Autoconsumo Fotovoltaico del GSE consente anche alle imprese di effettuare simulazioni tecnico-economiche su impianti esistenti o da realizzare. (GSE)

Per una struttura stagionale, la simulazione dovrebbe considerare soltanto i periodi di effettiva apertura. Basarsi su una media annuale potrebbe nascondere picchi estivi o invernali molto rilevanti.

Quali consumi può coprire il fotovoltaico

Durante il giorno, la produzione può contribuire ad alimentare numerosi servizi della struttura:

  • climatizzazione delle camere e degli spazi comuni;
  • cucine, celle frigorifere e sistemi di ventilazione;
  • lavanderia e apparecchiature per la pulizia;
  • pompe di piscine e impianti idrici;
  • ascensori, illuminazione e sistemi informatici;
  • colonnine di ricarica per gli ospiti.

Il fotovoltaico non alimenta direttamente un solo servizio. L’energia entra nell’impianto elettrico e viene assorbita dai carichi attivi in quel momento.

Una buona gestione consiste quindi nel programmare, quando possibile, le attività più energivore nelle ore centrali. Lavanderia, trattamento dell’acqua e ricarica dei veicoli possono essere coordinati con la produzione solare senza modificare la qualità del servizio offerto agli ospiti.

Scegliere pannelli e superfici disponibili

Molte strutture ricettive possono utilizzare tetti, terrazze tecniche e pensiline dei parcheggi. Queste ultime permettono di produrre energia offrendo contemporaneamente ombra ai veicoli.

La scelta dei moduli deve considerare efficienza per metro quadrato, comportamento con il caldo e compatibilità con la copertura. In aree visibili agli ospiti può avere importanza anche l’integrazione estetica.

Per coperture ampie può essere valutato il modulo ALPS Solar N-Type TOPCon bifacciale da 590 W, progettato per raggiungere potenze elevate con tecnologia N-Type.

Su tetti più articolati o in zone nelle quali l’aspetto visivo è rilevante può risultare interessante il modulo AIKO N-Type ABC bifacciale full black da 470 W.

Prima dell’installazione devono essere verificati portata del tetto, impermeabilizzazione, ombre e percorsi di manutenzione. Lucernari, evacuatori di fumo e impianti tecnici devono rimanere accessibili.

Inverter e gestione dei diversi periodi dell’anno

L’inverter fotovoltaico converte l’energia dei pannelli e coordina lo scambio con la rete. Nei sistemi ibridi può gestire anche la batteria e mantenere differenti priorità di funzionamento.

In una struttura stagionale, le impostazioni possono essere adattate ai periodi di apertura. Durante l’alta stagione la priorità può essere assegnata all’autoconsumo immediato e alla ricarica della batteria. Nei mesi di chiusura potrebbe invece essere necessario limitare l’immissione oppure valorizzare l’energia eccedente secondo la configurazione prevista.

Per impianti trifase possono essere utilizzate soluzioni come l’inverter Deye trifase da 10 kW o il modello Deye trifase da 12 kW, inseriti in configurazioni dimensionate in base alla potenza complessiva.

Un meter installato nel punto corretto permette di misurare consumo, produzione e scambio con la rete. Senza questa misura, diventa più difficile controllare autoconsumo, batteria ed eventuale modalità zero export.

Quando conviene aggiungere una batteria

Un sistema di accumulo può utilizzare l’energia prodotta nelle ore centrali per alimentare i consumi serali e notturni.

Negli hotel questo aspetto può essere interessante, perché una parte della domanda continua anche dopo il tramonto. Illuminazione, climatizzazione delle camere, ristorazione e servizi comuni possono mantenere consumi elevati durante la sera.

La batteria non è però sempre necessaria. Una struttura con forte domanda diurna potrebbe utilizzare direttamente quasi tutta la produzione, rendendo più conveniente investire prima in una maggiore potenza fotovoltaica o in interventi di efficienza.

L’accumulo deve essere dimensionato confrontando:

  • eccedenza fotovoltaica realmente disponibile;
  • consumo serale e notturno;
  • potenza richiesta dai carichi;
  • giorni di apertura;
  • costo e durata prevista della batteria.

Una batteria molto capiente può rimanere sottoutilizzata nei mesi di bassa occupazione. Al contrario, un accumulo troppo piccolo potrebbe esaurirsi rapidamente nelle serate di piena attività.

Integrare fotovoltaico ed efficienza energetica

Produrre energia sul posto è più efficace quando viene accompagnato dalla riduzione degli sprechi.

Illuminazione LED, sensori di presenza, pompe di calore e sistemi di controllo possono diminuire il fabbisogno prima ancora di dimensionare i pannelli. Lo studio ENEA sulle PMI alberghiere mostra che illuminazione, climatizzazione, monitoraggio e fotovoltaico rientrano tra gli interventi già realizzati o considerati dalle strutture analizzate. (pubblicazioni.enea.it)

Un sistema di gestione dell’edificio può regolare la climatizzazione in base all’occupazione reale delle camere, evitare il funzionamento simultaneo di carichi non necessari e spostare alcune attività nelle ore di maggiore produzione.

Il fotovoltaico diventa così una parte della gestione energetica della struttura, anziché un impianto isolato installato sul tetto.

Una progettazione diversa per ogni struttura ricettiva

Il fotovoltaico per strutture ricettive può ridurre il costo dell’energia quando produzione e consumi vengono analizzati nello stesso intervallo temporale.

Gli hotel aperti tutto l’anno possono sfruttare una domanda continua, mentre le strutture stagionali devono dimensionare l’impianto sulla base dei mesi di attività e dell’occupazione prevista.

Climatizzazione e acqua calda sanitaria hanno un peso particolarmente importante. Accumulo, monitoraggio e programmazione dei carichi possono aumentare l’autoconsumo, ma devono rispondere a un bisogno reale.

Attraverso la categoria dedicata ai moduli fotovoltaici, la gamma di inverter ibridi e il sito ufficiale LED Italia è possibile confrontare soluzioni destinate a impianti di potenze differenti. La configurazione definitiva deve partire dalla diagnosi energetica e dalle caratteristiche operative della struttura.

Fonti consultate

LED Italia – sito ufficiale

LED Italia – Moduli fotovoltaici

LED Italia – Modulo ALPS Solar N-Type TOPCon bifacciale da 590 W

LED Italia – Modulo AIKO N-Type ABC bifacciale da 470 W

LED Italia – Inverter Deye trifase da 10 kW

LED Italia – Inverter Deye trifase da 12 kW

ENEA – Efficienza energetica nelle PMI del settore alberghiero

ENEA e Federalberghi – Guida alle diagnosi energetiche nel settore ricettivo

GSE – Portale Autoconsumo Fotovoltaico

GSE – Autoconsumo fotovoltaico

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