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Hotel Green & Digital: ridurre l’impronta di carbonio attraverso fotovoltaico e ricarica EV

Il case study di Hotel Green & Digital

Il case study di un hotel trasformato attraverso 115,14 kWp di fotovoltaico e tre colonnine EV: consumi, risparmio, payback ed emissioni ridotte.

Il costo dell’energia sta diventando una variabile sempre più importante per hotel e strutture ricettive. Climatizzazione, acqua calda, lavanderia, cucina e servizi comuni generano consumi distribuiti durante gran parte della giornata, con picchi che cambiano in base alla stagione e al livello di occupazione.

Per l’hotel analizzato in questo case study, il punto di partenza dichiarato dal cliente era un consumo elettrico di 160.000 kWh all’anno, accompagnato da una spesa energetica di circa 52.000 euro.

Nel biennio precedente, le bollette erano aumentate del 23%, riducendo progressivamente i margini della struttura. A questo problema si aggiungevano un’impronta di carbonio superiore a 50 tonnellate di CO₂ all’anno e l’assenza di punti di ricarica per gli ospiti che viaggiavano con auto elettriche.

La risposta è stata un progetto Green & Digital basato su un impianto fotovoltaico on-grid, monitoraggio dei flussi energetici e tre colonnine di ricarica. L’obiettivo non era soltanto produrre energia rinnovabile, ma trasformare la sostenibilità in un vantaggio operativo e commerciale.

Il punto di partenza dell’hotel

Prima dell’intervento, la struttura presentava tre criticità principali.

La prima riguardava il costo dell’elettricità. Su una spesa annua di 52.000 euro e un consumo di 160.000 kWh, il costo medio complessivo risultava pari a circa 0,325 euro per kWh. L’aumento del 23% registrato nel biennio rendeva difficile prevedere la spesa e pianificare i margini delle diverse stagioni.

La seconda criticità era ambientale. L’impronta elettrica dichiarata superava le 50 tonnellate di CO₂ all’anno, un valore poco coerente con il posizionamento green che la struttura desiderava sviluppare.

La terza riguardava i servizi agli ospiti. La crescita dei veicoli elettrici stava generando nuove richieste, ma l’hotel non disponeva di un’infrastruttura di ricarica. Questo rendeva la struttura meno interessante per una parte della clientela business e leisure.

Il tema della sostenibilità ha acquisito un peso crescente anche nelle scelte di viaggio. Secondo la ricerca Sustainable Travel 2025 di Booking.com, il 93% dei viaggiatori intervistati dichiarava di voler compiere scelte più sostenibili e il 58% affermava di aver modificato attivamente le proprie abitudini. (Booking.com News)

Il cuore del progetto: 115,14 kWp di fotovoltaico

L’intervento ha previsto l’installazione di 228 pannelli Trina Solar Vertex S+ da 505 W. La potenza fotovoltaica complessiva raggiunge quindi:

228 moduli × 505 W = 115,14 kWp

Il pannello Trina Solar Vertex S+ da 505 W utilizza celle monocristalline N-Type i-TOPCon, presenta una struttura bifacciale a doppio vetro e raggiunge un’efficienza dichiarata del 22,7%.

Il modulo è progettato per mantenere buone prestazioni nel tempo, con una degradazione dichiarata dell’1% nel primo anno e dello 0,4% annuo negli anni successivi. La costruzione a doppio vetro migliora inoltre la resistenza agli agenti atmosferici e alle sollecitazioni meccaniche. (V-TAC Italia)

I pannelli sono stati installati sul tetto piano dell’hotel attraverso strutture zavorrate, senza perforare direttamente la copertura. Orientamento e inclinazione sono stati definiti per favorire l’irraggiamento verso sud, compatibilmente con gli spazi tecnici e con le caratteristiche dell’edificio.

La struttura zavorrata permette di distribuire i carichi sulla copertura, ma richiede una verifica preliminare della portata del tetto, dell’azione del vento e dei percorsi necessari per manutenzione e sicurezza.

Due inverter trifase on-grid da 50 kW

La conversione dell’energia è affidata a due inverter di stringa trifase Solis SGR3-50K5 da 50 kW.

I due dispositivi forniscono complessivamente 100 kW di potenza AC. Ciascun inverter integra cinque MPPT indipendenti, può gestire fino a dieci stringhe e raggiunge un’efficienza massima dichiarata del 98,7%. Dispone inoltre di protezione IP66 e scaricatori di sovratensione di Tipo II sui lati AC e DC. (V-TAC Italia)

La configurazione on-grid consente all’impianto di lavorare in parallelo con la rete elettrica. Quando la produzione fotovoltaica è inferiore ai consumi dell’hotel, la rete fornisce l’energia mancante. Quando invece la produzione supera la domanda istantanea, l’eccedenza può essere immessa nella rete secondo la configurazione e le condizioni previste.

La scelta di non installare un accumulo fisico deriva dal profilo energetico della struttura. Un hotel mantiene numerosi consumi durante le ore diurne e può quindi utilizzare direttamente una parte importante della produzione.

L’assenza della batteria riduce il costo iniziale e le perdite legate ai cicli di carica e scarica. La convenienza dipende però dall’effettiva sovrapposizione tra produzione solare e domanda: un impianto on-grid produce il massimo valore quando l’energia viene consumata nello stesso momento in cui è generata.

Dalla produzione solare alla mobilità elettrica

La componente digitale del progetto comprende tre DazeBox Home T DBT22 da 22,2 kW.

Le tre wallbox possono offrire una potenza teorica complessiva di 66,6 kW, anche se l’erogazione reale dipende dal veicolo collegato, dalla disponibilità dell’impianto e dalle impostazioni di gestione dei carichi.

Ciascuna stazione è trifase, utilizza un connettore di Tipo 2 e può essere gestita tramite applicazione, tessere RFID o modalità Plug&Charge. La connettività permette all’hotel di controllare accessi e sessioni di ricarica, offrendo il servizio gratuitamente, includendolo in specifici pacchetti oppure addebitandolo in base al consumo. 

Il sistema può integrare il Dynamic Power Management, che modula la potenza destinata ai veicoli per evitare il superamento della potenza disponibile. La funzione opzionale Solar Boost rileva invece l’eventuale eccedenza fotovoltaica e può destinarla alla ricarica. Per utilizzarla è necessario installare correttamente il sensore e configurare il sistema di gestione. (V-TAC Italia)

Questo significa che, nelle ore di produzione, una parte dell’energia necessaria ai veicoli può provenire direttamente dal tetto. Il vantaggio non è rappresentato da energia letteralmente gratuita, perché restano i costi dell’impianto e della manutenzione, ma dalla riduzione dell’elettricità acquistata dalla rete.

Autoconsumo diretto senza accumulo

Il modello energetico del progetto può essere sintetizzato in questo modo:

pannelli → inverter → consumi dell’hotel e colonnine → rete elettrica

L’energia fotovoltaica viene utilizzata innanzitutto dai carichi attivi nella struttura. Climatizzazione, cucine, lavanderia, pompe e servizi comuni assorbono la produzione disponibile.

Quando un veicolo viene collegato durante le ore di sole, anche la ricarica può contribuire ad aumentare l’autoconsumo diretto. Le wallbox diventano quindi un carico flessibile, programmabile nei periodi nei quali la produzione supera il normale fabbisogno dell’hotel.

Per ottenere questo risultato è necessario monitorare in tempo reale produzione, consumo e scambio con la rete. Senza un meter correttamente installato, il sistema non può distinguere con precisione quanta energia sia disponibile per i veicoli.

La gestione coordinata evita inoltre che tre ricariche simultanee, sommate agli altri carichi dell’hotel, provochino picchi eccessivi.

I risultati economici dichiarati

Il costo complessivo dell’intervento, comprensivo di prodotti e installazione, è stato indicato in 110.000 euro.

Il risparmio energetico annuo previsto è pari a 35.800 euro, corrispondente a circa il 69% della precedente spesa elettrica di 52.000 euro.

Utilizzando esclusivamente questi due dati, il payback semplice è:

110.000 euro ÷ 35.800 euro = circa 3,1 anni

Il risultato rientra quindi nell’intervallo dichiarato di 2,4-4 anni. La durata effettiva dipenderà dal prezzo futuro dell’elettricità, dalla produzione reale, dalla percentuale di autoconsumo e dai costi operativi.

Il calcolo definitivo dovrebbe comprendere anche manutenzione, assicurazione, eventuale degrado dei moduli e valorizzazione dell’energia immessa. Incentivi o agevolazioni possono ridurre il tempo di ritorno, ma devono essere verificati sulla base delle regole applicabili al progetto.

Riduzione dell’impronta di carbonio

Il progetto indica una riduzione attesa di circa 40 tonnellate di CO₂ all’anno.

Il dato dovrà essere verificato applicando alla quantità di energia sostituita un fattore di emissione aggiornato e documentato. ISPRA pubblica periodicamente i fattori nazionali relativi alla produzione e al consumo di energia elettrica, che cambiano con l’evoluzione del mix energetico italiano. (ISPRA)

Per rendere il risultato utilizzabile in un bilancio di sostenibilità, l’hotel dovrebbe registrare:

  • produzione fotovoltaica annuale;
  • energia autoconsumata;
  • energia immessa e prelevata dalla rete;
  • consumi delle colonnine;
  • fattore di emissione utilizzato;
  • tonnellate di CO₂ evitate.

In questo modo, la riduzione non rimane una semplice dichiarazione commerciale, ma diventa un indicatore misurabile e verificabile.

La stima di 40 tonnellate rappresenterebbe una riduzione significativa rispetto all’impronta elettrica iniziale dichiarata, superiore alle 50 tonnellate annue.

Il valore commerciale della ricarica EV

L’inserimento delle colonnine non produce soltanto un beneficio energetico. Aggiunge un servizio che può influenzare la scelta della struttura, soprattutto per ospiti business, flotte e viaggiatori che percorrono lunghe distanze con veicoli elettrici.

L’incremento del 15% nelle prenotazioni del segmento EV indicato nel progetto deve essere considerato un dato specifico del case study o una previsione commerciale, non un risultato automaticamente applicabile a tutte le strutture.

La sua misurazione dovrebbe distinguere le prenotazioni nelle quali il servizio di ricarica ha effettivamente influito sulla scelta, utilizzando dati del gestionale, richieste dirette e utilizzo delle colonnine.

Il servizio può essere comunicato sul sito dell’hotel e sui portali che permettono di indicare la presenza della ricarica EV. Allo stesso tempo, produzione rinnovabile e riduzione delle emissioni possono sostenere certificazioni ambientali e richieste provenienti dal segmento corporate.

Un hotel più green e più digitale

Il progetto dimostra che la transizione energetica di una struttura ricettiva non consiste soltanto nell’installazione di pannelli.

Il fotovoltaico riduce gli acquisti dalla rete. Gli inverter coordinano la produzione, mentre meter e piattaforme digitali rendono visibili i flussi. Le colonnine trasformano parte dell’eccedenza solare in un servizio rivolto agli ospiti.

La configurazione realizzata comprende:

  • 228 moduli Trina Vertex S+ da 505 W, per 115,14 kWp;
  • due inverter Solis SGR3-50K5 da 50 kW, per 100 kW AC;
  • tre DazeBox Home T DBT22 da 22,2 kW;
  • strutture zavorrate su tetto piano;
  • monitoraggio energetico e gestione dinamica della ricarica.

Il risultato economico dichiarato è un risparmio annuo di 35.800 euro su un investimento complessivo di 110.000 euro, con un payback semplice di circa 3,1 anni.

Dal punto di vista ambientale, il progetto punta a ridurre l’impronta di circa 40 tonnellate di CO₂ all’anno. Sul piano commerciale, la presenza della ricarica EV amplia i servizi disponibili e rafforza il posizionamento della struttura verso una clientela sensibile alla mobilità elettrica.

Pronto a trasformare il tuo hotel?

Attendere che i costi energetici continuino ad aumentare significa lasciare che una parte crescente dei margini venga assorbita dalla bolletta.

Un progetto fotovoltaico correttamente dimensionato permette invece alla struttura di diventare produttrice di una parte dell’energia che utilizza. L’integrazione con colonnine e sistemi di monitoraggio trasforma la produzione solare in un’infrastruttura utile anche agli ospiti.

Attraverso il sito ufficiale LED Italia è possibile consultare moduli fotovoltaici, inverter on-grid e soluzioni di ricarica per strutture ricettive.

Lo studio di fattibilità deve partire dai consumi reali, dalla curva di occupazione e dalle caratteristiche della copertura. Solo attraverso questi dati è possibile stimare con precisione produzione, autoconsumo, riduzione delle emissioni e ritorno dell’investimento.

Fonti consultate

LED Italia – sito ufficiale

LED Italia – Pannello Trina Solar Vertex S+ da 505 W

LED Italia – Inverter Solis SGR3-50K5 da 50 kW

LED Italia – DazeBox Home T DBT22 da 22,2 kW

Daze – Guida alla ricarica EV con fotovoltaico

Booking.com – Sustainable Travel Research 2025

ISPRA – Settore elettrico, emissioni di CO₂ e altri impatti, edizione 2026

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