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MACSE e rinnovabili: perché il mercato elettrico italiano punta sugli accumuli

MACSE e rinnovabili

Cos’è il MACSE, come funzionano le aste Terna e perché batterie e sistemi di accumulo diventano centrali con la crescita di fotovoltaico ed eolico.

La crescita del fotovoltaico e dell’eolico sta modificando il funzionamento del sistema elettrico italiano. Il tema non riguarda più soltanto quanta energia rinnovabile produrre, ma anche come utilizzarla quando produzione e domanda non coincidono.

Al 30 giugno 2026 l’Italia aveva raggiunto 86,95 GW di capacità rinnovabile installata, di cui 46,61 GW fotovoltaici e 13,96 GW eolici. Soltanto nei primi sei mesi del 2026 la capacità rinnovabile è aumentata di circa 3,5 GW. (Terna)

Più aumenta la quota di fonti non programmabili, più diventa importante disporre di sistemi capaci di immagazzinare l’energia nelle ore di maggiore produzione e restituirla quando serve.

È in questo scenario che nasce il MACSE, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico sviluppato da Terna.

Non si tratta di un incentivo tradizionale destinato a chi installa una batteria domestica. È un meccanismo di mercato pensato per creare nuova capacità di accumulo su larga scala e mettere a disposizione del sistema elettrico italiano una maggiore flessibilità. Terna dedica al MACSE una sezione specifica del proprio mercato a termine degli stoccaggi. (Terna)

Perché produrre più rinnovabili non basta

Fotovoltaico ed eolico hanno una caratteristica fondamentale: la produzione dipende dalla disponibilità della fonte.

Un impianto fotovoltaico produce soprattutto nelle ore centrali della giornata, mentre il consumo elettrico può raggiungere valori elevati anche al mattino presto o nelle ore serali.

L’eolico presenta una variabilità differente, legata alla presenza del vento.

Aumentando rapidamente la capacità installata, possono quindi verificarsi momenti nei quali la produzione rinnovabile disponibile è molto elevata rispetto alla domanda e altri nei quali la situazione si inverte.

Il problema non significa che venga prodotta “troppa energia rinnovabile” in senso assoluto. Significa che la rete deve essere in grado di spostare l’energia nel tempo e nello spazio.

Terna utilizza il concetto di time shifting proprio per descrivere una delle funzioni centrali degli accumuli: assorbire energia quando è abbondante e restituirla nelle ore in cui il sistema ne ha maggiore necessità.

Il problema dell’overgeneration

Nelle ore caratterizzate da elevata produzione fotovoltaica e domanda relativamente contenuta può verificarsi una situazione di overgeneration, cioè una produzione disponibile superiore a quella che il sistema riesce ad assorbire in quel momento.

Senza sufficiente flessibilità, una parte della produzione potrebbe dover essere ridotta oppure il sistema dovrebbe ricorrere maggiormente ad altre forme di regolazione.

L’accumulo introduce una possibilità diversa.

Durante le ore di abbondanza:

produzione rinnovabile → batteria

Nelle ore successive:

batteria → rete e consumi

L’energia prodotta a mezzogiorno può così contribuire a soddisfare la domanda serale.

Questo passaggio diventa sempre più rilevante man mano che aumenta la capacità fotovoltaica installata.

Cos’è il MACSE

MACSE significa Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico.

Il sistema è stato introdotto nell’ambito del Decreto Legislativo 210/2021 e prevede che Terna individui la nuova capacità di accumulo necessaria al sistema e la approvvigioni attraverso aste competitive. La disciplina operativa è stata successivamente definita e aggiornata attraverso i provvedimenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la regolazione di ARERA. (Terna)

Gli operatori partecipano alle procedure proponendo nuovi impianti di accumulo.

Chi si aggiudica l’asta si impegna a realizzare la capacità richiesta e a renderla disponibile secondo le regole previste dal meccanismo.

L’obiettivo è quindi creare un mercato nel quale lo stoccaggio non sia sviluppato soltanto sulla base delle oscillazioni spontanee dei prezzi dell’energia, ma possa contare su contratti di lungo periodo che rendono più prevedibili gli investimenti.

La prima asta MACSE ha assegnato 10 GWh

Il MACSE è già entrato nella fase operativa.

La prima asta si è svolta il 30 settembre 2025 e Terna ha assegnato l’intero fabbisogno previsto: 10 GWh di capacità di accumulo.

Il prezzo medio di aggiudicazione è stato pari a 12.959 €/MWh all’anno, nettamente inferiore al premio di riserva di 37.000 €/MWh all’anno. Gli impianti aggiudicati sono batterie agli ioni di litio e dovranno entrare in esercizio nel 2028. (Terna)

Il dato è significativo anche dal punto di vista economico.

La competizione tra gli operatori ha portato il prezzo dell’asta molto al di sotto del limite previsto, mostrando un mercato nel quale numerosi investitori sono interessati alla realizzazione di grandi sistemi di accumulo.

La prossima tappa: altri 16 GWh per il 2029

Il processo non termina con la prima asta.

Nel corso del 2026 Terna ha lavorato alla procedura successiva, dedicata a nuova capacità con anno di consegna 2029.

Il fabbisogno indicato è pari a 16 GWh e, secondo le informazioni pubblicate da Terna, l’asta dedicata alle batterie agli ioni di litio è prevista nell’ultimo trimestre del 2026. La disciplina per questa nuova procedura è stata aggiornata con il D.M. 95 del 27 marzo 2026.

In pochi anni il sistema italiano punta quindi a mettere in esercizio decine di GWh di nuova capacità di accumulo.

Il MACSE deve essere letto come un processo progressivo: Terna valuta le esigenze future della rete e programma aste successive in funzione della crescita delle rinnovabili, dei consumi e dello sviluppo delle infrastrutture di trasmissione.

Quanto accumulo servirà all’Italia?

Le stime stanno evolvendo insieme al sistema elettrico.

Nel Piano di Sviluppo 2025, Terna indicava per il 2030 un fabbisogno di circa 71,5 GWh di nuova capacità di accumulo, al netto dei pompaggi idroelettrici esistenti, per favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili. (Terna)

Il quadro è però in continua revisione.

Una successiva analisi pubblicata dal MASE nel maggio 2026, basata su specifiche ipotesi relative al prezzo del gas e ai risultati della prima asta, mostra in uno degli scenari considerati un fabbisogno al 2030 che può superare 100 GWh. (Ministero Agricoltura)

I due valori non devono essere interpretati come una contraddizione: appartengono a valutazioni elaborate in momenti e scenari differenti.

Il dato più importante è la direzione. Con l’aumento della produzione rinnovabile, la capacità di accumulo necessaria al sistema cresce rapidamente.

Perché le batterie diventano una componente della rete

Una batteria non produce energia.

La sua funzione è rendere utilizzabile in un momento diverso l’energia che è stata già prodotta.

Questa caratteristica permette agli accumuli di svolgere diverse funzioni nel sistema elettrico.

Possono assorbire parte dell’energia disponibile durante i periodi di elevata produzione fotovoltaica, restituirla successivamente e contribuire alla gestione degli squilibri tra generazione e consumo.

Con la riduzione della generazione convenzionale e la crescita delle fonti basate su elettronica di potenza, la disponibilità di risorse flessibili acquista inoltre un ruolo crescente nel funzionamento della rete.

La Commissione europea ha riconosciuto questa esigenza già nel 2023, autorizzando il meccanismo italiano di sostegno allo stoccaggio. Il regime notificato dall’Italia prevedeva investimenti fino a 17,7 miliardi di euro e la realizzazione di oltre 9 GW / 71 GWh di nuova capacità. (European Commission)

Batterie e rete devono crescere insieme

Gli accumuli, da soli, non sostituiscono lo sviluppo della rete.

Se grandi quantità di energia rinnovabile vengono prodotte in una zona del Paese ma devono essere trasportate verso altre aree, servono anche nuove linee e maggiore capacità di scambio.

Per questo Terna sta sviluppando parallelamente infrastrutture come il Tyrrhenian Link, l’Adriatic Link e nuovi rinforzi della rete nazionale.

Il Piano di Sviluppo 2025 prevede oltre 23 miliardi di euro di investimenti nel decennio 2025-2034 e punta ad aumentare sensibilmente la capacità di scambio tra le zone di mercato. 

La transizione del sistema elettrico poggia quindi su due movimenti complementari:

più capacità di trasporto per spostare l’energia geograficamente;

più capacità di accumulo per spostarla nel tempo.

Cosa cambia per il mercato dell’energia

La crescita dello storage può modificare anche il comportamento dei prezzi elettrici.

Quando il fotovoltaico produce molto, l’offerta aumenta e i prezzi possono scendere. Una batteria può acquistare o assorbire energia durante queste ore e renderla nuovamente disponibile quando la produzione rinnovabile diminuisce.

Su larga scala questo meccanismo può contribuire a ridurre parte delle differenze tra ore caratterizzate da abbondanza energetica e ore più tese.

Non significa eliminare la volatilità dei prezzi.

Domanda, gas, interconnessioni, condizioni meteorologiche e disponibilità degli impianti continuano a influenzare il mercato.

Gli accumuli aggiungono però flessibilità, che diventa sempre più preziosa in un sistema con una quota crescente di produzione variabile.

MACSE e batterie domestiche sono due mercati differenti

Il MACSE non deve essere confuso con l’accumulo installato insieme a un impianto fotovoltaico domestico o aziendale.

Nel primo caso si parla di grandi impianti di stoccaggio che mettono capacità a disposizione del sistema elettrico attraverso le regole definite da Terna.

Nel secondo, la batteria viene utilizzata principalmente per aumentare l’autoconsumo.

Una famiglia o un’impresa può immagazzinare parte dell’energia fotovoltaica che non riesce a utilizzare immediatamente e consumarla nelle ore successive.

La logica fisica è simile — spostare energia nel tempo — ma finalità e dimensioni sono molto diverse.

Il MACSE non rappresenta quindi un contributo diretto per l’acquisto di una batteria residenziale.

Dalla grande rete al fotovoltaico distribuito

La crescente attenzione nazionale verso gli accumuli mostra però un cambiamento più generale: produrre energia rinnovabile e poterla gestire stanno diventando due parti dello stesso problema.

Questo vale sulla rete nazionale e, in scala minore, anche per abitazioni e aziende.

Un sistema fotovoltaico con batteria può immagazzinare l’energia non utilizzata durante le ore di produzione e renderla disponibile quando il consumo dell’edificio aumenta.

Tra le soluzioni presenti su LED Italia, la batteria V-TAC Rack LV da 9,6 kWh utilizza tecnologia LiFePO4, architettura a 48 V e BMS integrato, con possibilità di collegare più unità in parallelo. (V-TAC Italia)

Per installazioni che richiedono maggiore capacità è disponibile anche la batteria V-TAC Ultra Slim da 14,33 kWh, con architettura LV da 51,2 V e capacità di 280 Ah. (V-TAC Italia)

La scelta della batteria deve comunque essere effettuata insieme a quella dell’inverter, verificando tensione, corrente, comunicazione con il BMS e potenza richiesta in carica e scarica.

Non sempre accumulare tutta l’energia è conveniente

L’aumento dell’importanza dello storage non significa che qualsiasi impianto fotovoltaico debba necessariamente utilizzare la batteria più grande possibile.

Il dimensionamento deve partire dal profilo dei consumi.

Un’azienda che utilizza quasi tutta la produzione fotovoltaica durante il giorno può avere un livello di autoconsumo già elevato e ottenere un beneficio limitato da un grande accumulo.

Un’abitazione che produce soprattutto quando nessuno è presente e consuma molto la sera può invece presentare una situazione differente.

Per questo è necessario osservare:

  • energia prodotta dal fotovoltaico;
  • autoconsumo diretto;
  • energia immessa nella rete;
  • consumi serali e notturni;
  • potenza richiesta dai carichi;
  • capacità e potenza della batteria.

La capacità espressa in kWh indica quanta energia può essere immagazzinata, mentre la potenza espressa in kW indica quanto rapidamente può essere caricata o scaricata.

Sono due parametri differenti e devono essere valutati insieme.

Il mercato elettrico diventa sempre più flessibile

Il MACSE rappresenta uno dei segnali più evidenti della trasformazione in corso nel sistema elettrico italiano.

La prima fase della transizione energetica si è concentrata principalmente sull’aumento della capacità rinnovabile.

La fase attuale richiede di integrare quella produzione nella rete in modo efficace.

A giugno 2026 l’Italia aveva già superato 60 GW complessivi tra fotovoltaico ed eolico, e la capacità continua ad aumentare. (Terna)

Più cresce questa componente, più diventano importanti accumuli, infrastrutture di rete e sistemi di gestione dell’energia.

Il successo della prima asta MACSE, con 10 GWh assegnati e nuovi 16 GWh previsti per la procedura con consegna 2029, mostra che lo storage sta passando da elemento complementare a infrastruttura strutturale del sistema elettrico italiano. (Terna)

Per il fotovoltaico residenziale e commerciale il principio è analogo su scala diversa: non conta soltanto quanta energia viene prodotta, ma quanta può essere utilizzata nel momento in cui serve.

Attraverso la gamma di sistemi di accumulo e il sito ufficiale LED Italia è possibile valutare batterie e configurazioni da integrare con inverter e impianti fotovoltaici, dimensionandole sulla base dei consumi reali.

Fonti consultate

Terna – Mercato a termine degli stoccaggi MACSE

Terna – Risultati della prima asta MACSE

Terna – Asta MACSE con anno di consegna 2029

Terna – Piano di Sviluppo della rete

Terna – Dati sul sistema elettrico, giugno 2026

MASE – Aggiornamento della disciplina MACSE

MASE – Mercato elettrico

ARERA – MACSE e premio massimo della prima asta

Commissione europea – Regime italiano di sostegno allo stoccaggio elettrico

LED Italia – Batteria V-TAC Rack LV 9,6 kWh

LED Italia – Batteria V-TAC Ultra Slim 14,33 kWh

LED Italia – sito ufficiale

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