L’Egitto ha firmato una serie di accordi nel settore delle energie rinnovabili per un valore complessivo di 1,8 miliardi di dollari, rafforzando il proprio percorso di transizione energetica. Gli accordi coinvolgono operatori internazionali e puntano in particolare sullo sviluppo del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo, elementi centrali per la stabilità della rete elettrica del Paese.
Gli accordi siglati dal Governo egiziano
Tra le intese annunciate figurano contratti con lo sviluppatore norvegese Scatec e con l’azienda cinese Sungrow. L’obiettivo dichiarato è aumentare il peso delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale, che dovrebbe arrivare al 42% entro il 2030. Un traguardo che, secondo le stime, rischia di non essere raggiunto senza un ulteriore sostegno internazionale.
Il progetto solare e di accumulo a Minya
Uno dei progetti principali riguarda la realizzazione di un grande impianto solare con sistemi di accumulo nella regione di Minya, nell’Alto Egitto. Il progetto, sviluppato da Scatec, prevede:
- una capacità solare installata di 1,7 GW;
- sistemi di accumulo a batterie per un totale di 4 GWh;
- due progetti BESS indipendenti dedicati alla stabilità della rete e ai servizi di supporto.
Secondo quanto comunicato dal Governo egiziano, si tratterà della più grande installazione integrata di solare e BESS in Africa, oltre che del maggiore investimento mai realizzato da Scatec.
Accordi di acquisto dell’energia e fornitura continua
Gli accordi includono anche contratti di acquisto dell’energia. Scatec ha infatti firmato un PPA con la Egyptian Electricity Transmission Company (EETC) per una capacità complessiva di 1,95 GW di solare e 3,9 GWh di accumulo.
Il sistema ibrido solare–BESS è progettato per garantire la disponibilità di energia rinnovabile 24 ore su 24, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e a migliorare l’affidabilità della rete.
La produzione di batterie nella Zona del Canale di Suez
Un ulteriore progetto riguarda la costruzione di uno stabilimento Sungrow nella Zona Economica del Canale di Suez, hub logistico e industriale strategico per il Paese. L’impianto sarà dedicato alla produzione di batterie, e parte della produzione sarà destinata proprio al progetto di Minya.
Il potenziale solare dell’Egitto
L’Egitto dispone di uno dei più alti livelli di irraggiamento solare al mondo, stimati tra 2.000 e 3.200 kWh per metro quadrato all’anno, con oltre 3.500 ore di sole annuali. Aree come il Deserto Occidentale e l’Alto Egitto offrono condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo del fotovoltaico, un potenziale che risulta ancora in parte inutilizzato.
Tra i progetti già operativi spicca il Parco Solare di Benban, uno dei più grandi al mondo, con:
- una capacità installata di 1,65 GW;
- una produzione annua di circa 3,8 TWh.
Il contesto energetico attuale
Nonostante questi sviluppi, nel 2024 solo l’11% dell’elettricità egiziana proveniva da fonti a basse emissioni di carbonio, un valore nettamente inferiore alla media globale del 41%. L’idroelettrico rappresenta circa il 6%, mentre solare ed eolico insieme raggiungono appena il 4,8%, contro una media mondiale del 15%.
Nello stesso anno, i combustibili fossili hanno coperto l’89% del consumo energetico, contribuendo a una crescita significativa delle emissioni del settore energetico, aumentate di oltre tre volte negli ultimi vent’anni, anche a causa della domanda di elettricità triplicata nello stesso periodo.
Un obiettivo ambizioso, ma ancora distante
Il target del 42% di rinnovabili entro il 2030 rappresenta un passo importante, ma resta inferiore al 60% indicato a livello globale nello scenario Net Zero Emissions dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Gli accordi firmati mostrano comunque la direzione intrapresa dall’Egitto, con un ruolo crescente per solare e accumulo nel sistema energetico nazionale.
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